I carabinieri di Fiesole
Spesso i carabinieri nella loro storia dimostrarono la comune propensione al sacrificio personale per il bene di altri. Un esempio davvero eroico ci viene dall’episodio dei tre carabinieri della stazione di Fiesole che si offrirono volontari alla fucilazione da parte dei nazisti in cambio di dieci civili che erano stati scelti come ostaggi.
Era accaduto a Fiesole, la
cui stazione dei carabinieri era
un nucleo di resistenza, le SS avevano avuto sentore dei legami
dell’Arma coi
partigiani, avendo sorpreso tre militi in atteggiamento sospetto mentre
aspettavano un contatto lungo una strada nei pressi di Fiesole.
Di questi tre militi, uno, Pandolfo, venne torturato e fucilato.
Per questo episodio le SS convocarono il vicebrigadiere Amico che, accertati i sospetti dei nazisti su un suo sottoposto, Ciofini, il cui destino sembrava già deciso dal nemico, lo fece fuggire organizzando per lui un nascondiglio vicino a Firenze.
Amico venne arrestato, ma nel frattempo riuscì a far fuggire anche i tre militi rimasti nella caserma.
Non trovando più nessuno i tedeschi presero in ostaggio dieci civili minacciando di fucilarli.
Marandola,
(tratto dal volume di Francesco Grisi, Storia dei Carabinieri. Imprese, battaglie, uomini e protagonisti: i due secoli della Benemerita al servizio della gente, Piemme, Casale Monferrato, 1996, pp. 166-167).
Vedi l'articolo di Davide Malacaria Quei tre militi quasi ignoti (30 giorni, maggio 2004)